venerdì 21 novembre 2014

Il conflitto come opportunità


In questo periodo, ho seguito una lezione molto interessante di adr ( ALTERNATIVE DISPUTE RESOLUTION), un recente corso universitario che si occupa dei meccanismi alternativi di risoluzione delle controversie nell’ambito giuridico. Il tema principale di questa lezione è stato : il Conflitto.






Quando si parla di conflitto a ciascuno di noi viene in mente un’ostilità o uno scontro che si può verificare in molti ambiti nella nostra vita; si pensi alle guerre, agli scontri armati, ai litigi con le persone, ad una opposizione oppure ad un comportamento dell’individuo nei rapporti con le persone in un contesto lavorativo o affettivo per esempio. Pertanto, il conflitto nella nostra cultura occidentale è associato ad un evento negativo e compromette un bisogno, un’esigenza o un desiderio della persona, generando in lei un senso di frustrazione.



Tuttavia, secondo la cultura cinese, il conflitto non è inteso in maniera negativa, ma viene interpretato come una OPPORTUNITÀ . Questa opportunità è spiegata come una possibilità di cambiamento; infatti come disse Winston Churchill, “un ottimista vede l'opportunità in ogni difficoltà” ed è proprio questa espressione che trova il suo fondamento nella cultura cinese.




Ciò nonostante, nella realtà di ogni giorno, affrontare i conflitti in maniera costruttiva è più difficile che affrontarli in maniera distruttiva. Per questo motivo, nella cultura italiana/occidentale prevalgono i significati negativi per la parola "conflitto". Diversamente, con la cultura cinese, si è potuto notare che la parola “crisi” scritta in lingua cinese, è composta da due caratteri: uno rappresenta il pericolo e l'altro rappresenta l'opportunità. Ed è proprio su questo carattere positivo che ho voluto focalizzare la mia analisi.





Per cominciare, il conflitto può distinguersi in 5 categorie:


- conflitto di interessi : per beneficiare ( es. eredità) ... si ha un conflitto di obbiettivi;

- conflitto di valori : idee di un nostro vissuto, etica ; In questo caso è più difficile da risolvere rispetto a quello tra interessi;

- conflitto di relazione : conflitto di ruolo, di poteri

- conflitto di bisogni : bisogni sociali, sicurezza, appartenenza, rispetto;

- conflitti cognitivi : nascono da disfunzioni, nel nostro modo di comunicare ( problema di comunicazione) ;Filtri quali: pregiudizi, stereotipi, semplificazioni ( si tratta di scorciatoie egoistiche)


Di fronte a questi tipi di conflitto, si possono avere diversi atteggiamenti:

- fuggire e quindi evitare il problema

- imporsi per averla vinta a tutti i costi

- adeguarsi alla situazione

- cercare un compromesso per soddisfare gli interessi delle parti


Tuttavia, quelle appena elencate sono strategie per non vivere il conflitto e ognuno di noi utilizza quella più vicina al nostro modo di essere; qualsiasi strategia si adotti, si hanno dei vantaggi e degli svantaggi che vanno ad incidere sul nostro modo di sentirsi di fronte ad una particolare situazione che genera il conflitto.

Soffermandoci sull’ultimo tipo di strategia, quello che riguarda il raggiungimento di un compromesso, penso sia quello più equilibrato per le parti ma come per gli altri tipi, ci possono essere vantaggi e svantaggi.

Vantaggi : discreta velocità nella soluzione, soluzione per entrambe le parti, possibilità di un confronto, buon senso, scambio costruttivo di idee …


Svantaggi: si rinuncia a qualcosa, non si ottiene il 100 %, dipende da un soggetto, può durare un po’ di tempo ….



Il raggiungimento di un compromesso può, quindi, farci sentire bene se funziona, male se non funziona, soddisfatto o non soddisfatto.

A livello concreto, sebbene il raggiungimento di un compromesso o l’utilizzo di una degli altri tipi di strategia, può farci sentire “meglio” di fronte al conflitto, secondo la cultura cinese, nessuno di questi tipi è funzionale per la nostra vita. Senza dubbio, il modo peggiore per affrontare il conflitto è la violenza, perché essa in realtà non lo affronta ma va ad annientare la persona e non il problema. La soluzione migliore pertanto, sarebbe quella di STARE NEL CONFLITTO VIVENDOLO ALL'INTERNO.



Questo modo di vivere il conflitto, ci permette di crescere, confrontarsi e cambiare. Si tratta di "attraversare la crisi" lavorando sulle "differenze" per risolverle e per trovare una nuova opportunità.








 

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