martedì 27 gennaio 2015

Per non dimenticare...

Care lettrici e cari lettori,

oggi è il "giorno della memoria” e nel ricordo delle vittime dell’Olocausto, ho pensato di condividere con voi alcune foto più significative che scattai qualche anno fa al campo di concentramento di Sachsenhausen in Germania.



Questo campo è situato nella località di Oranienburg, 35 chilometri a nord di Berlino. Era già attivo nel marzo del 1936 come campo di lavoro per prigionieri politici. Circa 30.000 prigionieri morirono per fucilazione, di stenti, di fame, di dissenteria e di polmonite, oltre che di esperimenti medici. Molti furono anche eliminati con i gas di scarico dei camion. A parte gli ebrei, i prigionieri del campo furono soprattutto detenuti politici, persone accusate di comportamenti asociali o deviati come i Rom e gli omosessuali, e i Testimoni di Geova che rifiutarono di sostenere lo sforzo bellico tedesco.


Il campo fu liberato il 22 aprile del 1945 dall'Armata Rossa, che vi trovò 3.000 persone ormai in fin di vita.


Oggi Sachsenhausen è aperto al pubblico: diversi edifici e costruzioni sono stati ricostruiti, come ad esempio le torri di guardia, l'entrata del campo e diverse baracche. È inoltre presente un museo che raccoglie testimonianze e lavori della vita degli internati.


Ecco alcune immagini :


"Arbeit Macht Frei" : tragica illusione



“Fate di non subire nelle vostre case ciò che a noi viene inflitto qui.”


Se dall’interno dei Lager un messaggio avesse potuto trapelare agli uomini liberi, sarebbe stato questo: Fate di non subire nelle vostre case ciò che a noi viene inflitto qui.

Primo Levi, Se questo è un uomo



“ Auschwitz è soprattutto il camino”


Non so quando, ma a un certo punto sapevo di essere in quel posto chiamato Auschwitz e per me quel nome si legava alla ciminiera. Qualcuno, non ricordo chi, dovette dirmi qualche cosa. Sta di fatto che io sapevo che lì dentro si inceneriva la gente. Uscivano anche fiamme, non solo fumo grigio. Vampate di fiamme, da cui pioveva come una nebbiolina grigia che si posava dappertutto. E si sentiva sempre quell’odore, io non capivo che cosa fosse. Dopo ho saputo che era carne bruciata»


Tatiana BUCCI, dal volume di Titti Marrone “Meglio non sapere” (Laterza)





















Come può un uomo giungere ad odiare così tanto? Come può un uomo commettere queste azioni così crudeli in nome di un’ideologia? Ai nostri giorni sembra che le atrocità del passato siano state dimenticate, ma sono sempre più frequenti.

La bassezza dell’uomo è quella di giustificare ogni tipo di crudeltà in nome di un Dio.

Ma Dio è unico e inimitabile e nessun profeta ha mai detto di uccidere in nome di una religione.



Trovo davvero aberrante anche coloro che negano tutto ciò che è accaduto, nonostante le numerose testimonianze e fonti; spesso queste persone, sono le stesse che negano le tragedie e le stragi contemporanee.

Non so spiegarmi il perché di tale meschinità. Non so spiegarmi perché l’odio di questo genere, sia ancora nel sangue di tantissimi esseri umani. Non so spiegarmi il perché di tale ignoranza e malvagità.



Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per un pezzo di pane
Che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.
- Primo Levi 




Memoriale della Shoah, “Per sapere, per ricordare, per non dimenticare” , Berlino

Per sapere, per ricordare e per non dimenticare che le idee di intolleranza e odio etnico e religioso sono ancora fra noi. Meditate affinché questo non avvenga mai più.

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