Il Blog di Acida Romantica

venerdì 26 gennaio 2018

La Robbia

La robbia è un’erba diffusa in tutto il Mediterraneo ed è comunemente nota col nome di garanza.

La radice di robbia utilizzata è la varietà rubia cordifolia, conosciuta anche come robbia indiana e la troviamo spesso riportata nell'INCI delle confezioni con la denominazione manjistha, il suo nome in sanscrito. 

La varietà rubia tinctorum è considerata, invece, tossica ed è stata bandita dal Ministero della Salute. Per cui, si raccomanda di prestare massima attenzione all'INCI: la robbia che possiamo usare sui capelli e sulla pelle è la Rubia Cordifolia o Manjistha. La Rubia Tinctorum va bene per i tessuti, ma non per la nostra chioma.


Con il nome “carminio di robbia”, inoltre, si indica un colore rosso sangue simile a quello ricavato dal carminio (dal latino chermes, verme), derivato dal corpo essiccato di un insetto chiamato cocciniglia. 

Fin dall’antichità è stata usata per tingere tessuti, pelli e pergamene, ed è stata mescolata con allume di rocca per creare splendide lacche.

Nella medicina ayurvedica è impiegata per le sue proprietà cicatrizzanti e antisettiche; inoltre è nota come schiarente delle macchie epidermiche. 

Aggiunta alla lawsonia inermis vira la tintura verso la nuance ciliegia, rubino e porpora.  

Essa si prepara con acqua calda e si lascia riposare per almeno trenta minuti prima di applicarla, poi si tiene in posa da una a due ore. 

La robbia cordifolia è ampiamente impiegata nella medicina tradizionale ayurvedica, sia per uso esterno che interno. 
Se applicata sulla pelle, la robbia ha notevoli proprietà: è stimolante, antinvechiamento, astringente, purificante e tende a rendere il colorito del viso più omogeneo, eliminando le imperfezioni e uniformando l'incarnato. 

Avvertenze: poiché è un’erba tintoria, non va tenuta in posa sul viso troppo a lungo altrimenti potrebbe macchiare la pelle.  

Sui capelli, la robbia o manjistha ha anche proprietà: ammorbidenti, lucidanti, purificanti ed è molto efficace per eliminare il prurito causato da psoriasi e dermatite. 

Il suo potere tintorio tuttavia non è altissimo: il colore rosso conferito dalla robbia non è permanente come quello dell'henné, ma tende a svanire nel giro di diversi shampoo. Per quanto riguarda l'intensità della colorazione, essa varia anche in funzione della quantità di robbia utilizzata. La gamma tintoria va dal rosa pallido ad un rosso scuro, molto intenso e profondo, piuttosto freddo. 

Ovviamente molto del risultato dipenderà dalla nostra colorazione di base, nel senso che sui capelli chiari si otterrà un rosso più acceso, mentre applicando la robbia sui capelli scuri li tingeremo di una tonalità rossa più intensa, vicina al mogano. 

Si possono comunque ottenere colori più caldi e ramati andando ad agire sul PH dell'ambiente in cui prepariamo la polvere tintoria.  

ROBBIA E NUANCES CALDE

   
Per ottenere delle tonalità più calde e ramate è opportuno ossidare la robbia in un ambiente acido, vale a dire sciogliendo la polvere nel succo di limone o nell'aceto per almeno 12 ore.  

ROBBIA E NUANCES FREDDE

   
La robbia macerata in un ambiente basico, aggiungendo un cucchiaino di bicarbonato all'acqua calda necessaria per la preparazione, consentirà di ottenere un rosso più scuro e quindi più freddo. In questo caso è sufficiente attendere 10-15 minuti prima di procedere all'applicazione. 

In ogni caso, per evitare risultati sgraditi, si consiglia di effettuare una prova su una ciocca nascosta, ad esempio dietro la nuca. 

Si consiglia inoltre di utilizzare la robbia in sinergia con l’henné, così come avviene nel caso di altre erbe tintorie. In primo luogo, perché l'henné, unica tra le erbe tintorie, riesce a legarsi alla cheratina del capello fungendo da catalizzatore per il rilascio del pigmento colorante della robbia. In secondo luogo, perché l'henné, proprio in virtù della sua capacità di stratificare sulla capigliatura, assicura un effetto tintorio più duraturo al colore dell'erba cui è miscelato. 

La robbia unita all’henné ne intensifica il colore e i riflessi, oltre a sfruttarne appieno tutti i benefici. Poi sta a noi scegliere quali sfumature preferiamo, se più ramate o più “ciliegiose”.




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